Simone Perotti: come riuscire a mollare il lavoro per realizzare la propria Vita

Il tuo lavoro non ti dà le soddisfazioni che vorresti? Senti una voce dentro che ti dice “Cambia Vita”, ma non sai come fare a seguirla? L’audio-intervista di oggi ti sarà di grande ispirazione e aiuto.

Simone Perotti: ex manager di successo, oggi scrittore, Marinaio e uomo “tutto fare”. Dice si sè: “Per vivere senza essere costretto al tragico rituale della schiavitù del lavoro faccio qualunque cosa, solo quando ho bisogno di soldi, cioè raramente perché vivo con poco”. Ha pubblicato 5 romanzi e 4 saggi, tra cui il suo best seller “Adesso Basta” dal quale ha avuto inizio il filone dedicato alla scoperta di come “Cambiare Vita”. Dalla primavera del 2014 è impegnato in mare con il Progetto Mediterranea, che lo vedrà in navigazione per i prossimi 5 anni.

Scarica i 40 minuti di conferenza gratuita cliccando qui, se preferisci, leggi il riassunto nel proseguo dell’articolo!

Abbiamo già parlato di come Cambiare Vita e smettere di fare cose che non ti soddisfano per dedicarti a fare quello che ti piace sia una scelta impegnativa e delicata.

La conferenza di oggi torna su questo argomento, perché parliamo di come trovare il coraggio di mollare il lavoro per riappropriarci del nostro tempo in modo da poter inseguire i nostri sogni.

Oggi Simone è un uomo libero, in grado di campare delle sue grandi passioni, la scrittura e la navigazione, ma il percorso per giungere a godere del suo tempo e i passaggi per arrivare a capire come farlo sono stati tanti e articolati.

Simone, raccontaci la tua storia.

In effetti sono 8 anni che faccio l’istruttore di vela e lo scrittore; oggi vivo quasi esattamente come sognavo, ma per arrivare a fare questa vita mi sono dovuto confrontare con tanti limiti e insondabili paure per oltre 12 anni.

In effetti, ho fatto la cosa più semplice del mondo, cambiando rotta: non volevo sprecare il limitato tempo a disposizione che si ha nella vita. Ho iniziato a pormi le giuste domande, quelle minime, per cominciare a usare il mio tempo in maniera sensata e ho scoperto che il mestiere che stavo facendo, seppur interessante e redditizio, non era però la dieta esistenziale migliore per raggiungere il benessere che desideravo.

Una questione di Motivazione e di valore del Tempo

Ho fatto carriera nell’ambito della comunicazione; a 28 anni sono diventato dirigente, dopo studi all’estero e un bel po’ di gavetta. Ho avuto anche un po’ di successo, mi impegnavo molto e avevo un bello stipendio.

Ma non avevo mai tempo per me, le mie grandi passioni, scrivere e navigare, non occupavano più che i margini del mio risicato tempo libero e trascorrevo la maggior parte delle giornate con persone che non mi interessavano, perché scelte per fare bene all’azienda, non certo a me.

Sempre di corsa, preda delle responsabilità e soggetto a incessanti pressioni, non facevo passi nel mio vero percorso e neppure i soldi che guadagnavo mi tornavano utili perché non sapevo che farci.

Occorreva davvero cambiare qualcosa.

Il primo segnale fu proprio quando ricevetti la nomina per la dirigenza: mi ero prefisso quel traguardo entro i 30 anni, ero molto contento; ma tornando al mio ufficio con la lettera di nomina fra le mani, non accadde quello che mi ero immaginato. Pensai: “Io non farò questa vita per tutto il tempo”.

Da quel momento in poi, ci ho messo oltre 12 anni per cambiare, anche perché gli strumenti a disposizione non erano numerosi come oggi: era impensabile rinunciare a un lavoro certo come il mio e interrompere una carriera avviata; non era un argomento di cui si potesse discutere, insomma. D’altro canto, io non ero preparato: non avevo mai pensato a un’alternativa e mi scontravo sempre con l’incertezza del pensiero: “Sarei libero… Libero di fare che cosa?

Si lascia qualcosa non solo per evitare il disagio che questa cosa ci reca, ma anche per l’urgenza di vivere diversamente e realizzare un progetto ben preciso.

Avevo la sensazione di dover cercare il benessere in altro modo, ma non sapevo dove cercare.

La prima mossa intelligente è stata rendermi conto di quanto spendevo; in effetti, non lo sapevo e scoprirlo mi ha aperto un mondo: mi sono reso conto che i costi fissi sono davvero pochi e che non avevo bisogno di molto denaro. Ciò che mi teneva imbrigliato e mi impediva di fare quello per cui sono nato, cioè scrivere, era solo il denaro, un motivo che non reggeva, perché avevo scoperto di non averne così bisogno.

Poi, con i merito a questo argomento, nel corso degli anni ho affrontato tanti piccoli passi che sono serviti a indebolire la catena che mi teneva legato, lasciandomi piano piano cambiare. E, finalmente, ricordo il momento in cui consegnai le mie dimissioni in azienda come molto emozionante.

In poche parole, per mettere in moto il cambiamento serve la giusta motivazione e c’è anche bisogno del giusto tempo per diventare consapevoli delle proprie scelte per iniziare a realizzarle.

La ricerca dell’Autenticità, ovvero la scelta di impegnarsi a diventare ciò che vogliamo

L’autenticità non è essere se stessi; essendo tu, sei già te stesso.

L’autenticità è smettere ogni giorno di essere ciò che si è già, per avvicinarsi il più possibile all’idea che si ha di se stessi.

Ogni giorno vediamo persone “migliori” di noi che ci danno l’idea di cosa vorremmo essere, a che tipo di essere umano vorremmo assomigliare. Abbiamo tutti ben in mente cosa vorremmo modificare; l’autenticità è tentare di essere quell’uomo o quella donna che ancora non siamo, ma a cui tendiamo.

Questo gesto esistenzialmente rilevante per me è diventato realtà e mi sono trovato a fare quello che volevo: smettere di andare in ufficio, campando con la nautica, lavorando non compulsivamente, ma per guadagnare quel che mi serve ed essendo compiutamente uno che scrive e studia per farlo.

Essere Liberi è stupendo, ma ha anche un prezzo che devi accettare di pagare

Non è stato subito tutto facile: ho dovuto imparare ad orientarmi in un territorio senza mappe, in un nuovo mondo che per me era tutto nuovo. Dovevo imparare a diventare un uomo libero, a godere del tempo, a perderne, a fare i conti con una vita senza stipendio, senza garanzie, senza la pensione e altri problemi simili.

Quando si cambia vita si entra in uno spazio nuovo con regole diverse; io non sono che un bambino in questa nuova dimensione: sono appena 8 anni che vivo così e nonostante sia piccolo e inesperto, sono abbastanza soddisfatto del percorso fatto sino ad ora.

Tuttavia, ho ancora i brufoli sulla pelle della libertà: ho le paure notturne, mi struggo ancora per problemi inessenziali, però un percorso così vero e mio non può essere che bello.

Nella tua trasmissione “Un’altra vita”, esci di casa con il tuo diario in mano. È uno strumento che usi per capire questa nuova vita per cercare di conoscerla sempre meglio?

Uno scrittore non può evitare di relazionarsi con se stesso. Animi in tumulto e sensibili quanto basta per essere in pericolo non possono trovare miglior ristoro che nella scrittura; in questo senso il diario è un salvagente per salvarci dalla fragilità, propizia per il fatto di cogliere molto che ad altri è ignoto, ma anche un grande costo, una grande permeabilità nei confronti della vita.

C’è bisogno di risvegliare la nostra Consapevolezza

La consapevolezza è la merce più rara che esista in questa epoca di gente che sa tutto, perché più ci muoviamo fuori da uno spazio di vera comprensione delle cose, più ci allontaniamo dalla comprensione. Se uno non sa dov’è, come in mare, non può decidere dove deve andare.

La consapevolezza è conoscere doti, debolezze, è avere caparbietà, sopportazione, è conoscere le proprie armi e quali bisogni esistono. Ma spesso noi non sappiamo nulla di tutto ciò che ci riguarda, perché non ci esercitiamo mai a rifletterci sopra.

Pensare a noi, chi siamo e dove siamo, farsi domande, darsi qualche risposta, sono esercizi che ogni giorno dovrebbero occupare almeno 15 minuti del nostro tempo.

Che consigli puoi darci per iniziare il giusto percorso e ottenere più informazioni per valutare il cambiamento?

Oggi è utile leggere e informarsi, trattenere nozioni e capire l’esperienza degli altri. Avere più testimonianze possibili che confortano e consentono di capire chi sono gli altri che ce l’hanno fatta. Ognuno, però, deve trovare la sua strada a modo proprio; come si fa non lo sa nessuno, tanto meno chi l’ha fatto. Io stesso sono solo uno che sta tentando: con determinazione assoluta, con religione profonda della mia libertà, vinco e perdo molte volte al giorno e sono soddisfatto perché ci sto provando.

Ci sono comunque testimonianze utili per saltare qualche passaggio, grazie a qualcuno che può offrire degli strumenti. Credo però che questi siano utili solo per la tattica: la strategia è qualcosa di interno. Anche a Minoli, qualche giorno fa in un’intervista, dicevo che i veri problemi sono dentro; lui mi ha preso in giro come se il fatto che il cambiamento che sta dentro fosse solo uno slogan. In realtà è così: il cambiamento viene da dentro, se non si cambia lì, si riproporrà sempre lo stesso schema di prima. Con la differenza che prima, almeno, c’era un lavoro che rendeva qualcosa. In questo caso, sarebbe un fallimento.

Dobbiamo anche trovare il nostro personale distributore di energia. Devi ricaricarti, come se si trattasse di fare benzina alla macchina. Ognuno ha il suo modo e deve assolutamente ricordarsi di fare il pieno di energia, ogni tanto.

Simone Perotti è esempio di consapevolezza, determinazione e riuscita per tentativi. Puoi prendere ispirazione da lui attraverso i suoi libri e tenendoti aggiornato sul suo sito www.simoneperotti.com. Lui continuerà comunque a dirti che sta facendo la sua strada, tu devi trovare la tua.

La sua storia è un Modello ed è basata su pochi ma forti ed essenziali concetti, forse oggi un po’ fuori moda ma che vanno assolutamente recuperati:

ORGOGLIO: non possiamo vivere in maniera così poco dignitosa, non possiamo sottostare a qualsiasi regola sempre e a qualsiasi costo; dobbiamo dirci: “Questo flusso è sbagliato e se gli altri non se ne rendono conto, io farò per conto mio”.

CORAGGIO: indispensabile per nutrire l’orgoglio.

DIGNITÀ: per andare verso il proprio equilibrio e la propria armonia.

CAPARBIETÀ: si deve avere pazienza, non si deve mollare, cose che sappiamo benissimo fare quando lavoriamo per conto terzi, un po’ meno per noi stessi.

SINCERITÀ: verso se stessi, verso il sogno che ognuno non può non avere, che non è quello della pubblicità. Il fatto che io faccia lo skipper o lo scrittore, due mestieri affascinanti, è solo culo; se uno desidera altro e seguirà una moda, starà poi male davvero. Non c’è cosa più tragica che cambiare vita per fare un’altra cosa che non ci va.

In quest’epoca è anche difficile capire qual è il nostro sogno, ma è necessario trovarlo.

Non tutti possono cambiare vita, ma solo quelli che hanno un sogno; se non lo si ha, è solo perché non lo si sa. Bisogna cercarlo.

Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa ove andare. Seneca

Io ce l’ho scritta sul mio muro di casa, per ricordarmi sempre che la faccenda non dipende dai venti, ma dalla navigazione.

Scriviti su un foglio di carta i valori indicati da Simone e leggilo tutti i giorni per concentrarti e fare il pieno di energie che servono per iniziare a ragionare nel modo giusto e a capire te stesso e il tuo sogno.

Inoltre, come sottolinea Simone, impara a farti le domande giuste: questo mondo decade per assenza di domande, non per assenza di risposte. Qui nessuno si pone più domande e, soprattutto, non si fa quelle giuste. Bisogna iniziare a cambiare e impegnarsi quotidianamente in questa pratica. La Vita che vogliamo ci sta aspettando.

Visita il sito di Simone Perotti e scopri molte altre informazioni sul Cambiare Vita e vivere delle proprie passioni.

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